2005

Acrilici su tela

Collettive: La contemporaneità evocata, Fusion Art Gallery. Punto e a capo, Castello di Rivara, Torino, a cura di E. DI Mauro

Donnantilope - 50 x 70 cm

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Microfight#2

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Microfight – 35 x 45

“Uno di fronte all’altro, in un serrato corpo a corpo, due pugili combattono. E, per quanto il soggetto sia tutt’altro che decorativo, anzi rimandi a dolore e violenza, i boxer della serie “microfight” non sembrano farsi male. La scena, anche se composta da quattro sequenze, è ferma, bloccati i movimenti e i volti privi di espressione. I protagonisti, quasi fossero modellati nella creta, sembrano teneri e inoffensivi, anche per le dimensioni ridotte. La mancanza di contesto, non c’è pubblico e addirittura neanche il ring, li rivela poi come due pupazzetti a mezzo busto che sembrano essere affiorati dal loro
supporto. Un’immagine resa visibile attraverso la pittura. E, Maggi, con una pennellata sensibile, avvolge la scena in una luce morbida e impalpabile che non la fa più appartenere a questa realtà. Abbiamo davanti un’altra dimensione, dotata di regole proprie.
Un’immagine mentale, emblematica. I pugili rimandano, inevitabilmente, alla violenza, al darsi dei pugni in faccia per gioco che è poi un modo per sfogare un’aggressività insita nell’uomo. Uno ha la pelle nera, mentre l’altro, che ha una croce tatuata sul braccio, è bianco. Bloccati, nel loro affrontarsi, perenne, costante, diventano simbolici. E il loro combattere rammenta i conflitti razziali, etnici (dal colore della pelle alla religione), che da sempre accompagnano l’uomo e non sembrano potersi escludere da quella che è la sua storia. Un’aggressività che sempre è presente e che, queste mani, che sanno di sicurezza, cercano di trattenere, abbracciare. Mani, quelle dell’artista, che, pur non potendo ignorare, sembrano voler contenere, mitigare, la violenza e il conflitto.”
Cristina Petrelli

Giardino zoologico – 35 x 50 cm

bufalo

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